Gli smalti dello stemma: colori e metalli.
Lo stemma, fondamentalmente, è composto da due elementi: i colori e le figure. Se ci pensiamo bene, la scelta del colore è cruciale: incide sul 50% del risultato. Innanzitutto, ricordiamo che in araldica esistono sei smalti tradizionali, suddivisi in due gruppi principali: i metalli e i colori. I metalli sono l’Argento e l’Oro, mentre i colori sono quattro: Rosso (Gules), Nero (Sable), Azzurro (Azure) e Verde (Vert). A questi se ne può aggiungere un quinto, il Porpora (Purpure), sebbene alcuni eminenti araldisti francesi potrebbero storcere il naso.
Questi smalti araldici sono assoluti: le sfumature non contano. È blu o azzurro? Non ha importanza, è Azure. Possiamo complicare il discorso introducendo alcuni colori atipici, smalti non standard: Murrey, Sanguine e Tenné. Il Murrey è di colore mora, il Sanguine è un rosso-brunastro o rosso sangue, mentre il Tenné è un arancione fulvo. Questi colori compaiono solo nell’araldica post-medievale, e i francesi tendono a considerarli un’esotica particolarità, soprattutto inglese. Cari amici anglosassoni, da italiano, quando devo identificare una tinta magari ossidata da 800 anni, devo confessare di provare simpatia per gli araldisti francesi: sei smalti sono più che sufficienti.
In Europa, esiste un terzo gruppo, le pellicce: Ermellino e Vaio. Ma di queste parleremo in un altro momento. Tornando ai colori, in una lezione precedente abbiamo ricordato la regola fondamentale dell’araldica: non si sovrappone colore su colore né metallo su metallo. Secondo questo principio, dunque, un leone rosso può ruggire solo su un campo d’argento o d’oro. Al contrario, una luna d’argento potrà risplendere su un cielo azzurro, rosso, nero o verde. Se foste inglesi, diciamo che la stessa luna avrebbe più possibilità (il suo campo potrebbe essere anche Murrey, Sanguine o Tenné), ma non potrebbe brillare a Parigi con la stessa disinvoltura con cui lo farebbe a Londra.
Credo sia essenziale aggiungere un’ultima nota: i colori sono carichi di significato, storico, emblematico e simbolico. Sappiamo che nel 1150 il rosso era predominante; conosciamo il valore emblematico dell’azzurro francese e quello simbolico dell’oro o dell’argento. Dietro ai colori si cela un mondo, un mondo complesso che va studiato. Siate curiosi, tenendo presente che in questo ambito la rigidità equivale a rumore: i significati sono così mutevoli che solo uno studio attento o un sano e legittimo disinteresse possono essere le chiavi di una scelta perfetta.