HERALDRY

Chi può portare uno stemma?

«L’uso degli stemmi si diffuse nel Medioevo dai singoli individui ai corpi collettivi come città, borghi e abbazie. Il 10 marzo 1439 William Bruges, Garter King of Arms, concesse lo stemma alla Worshipful Company of Drapers, una corporazione londinese. Da allora, concessioni di stemmi sono state fatte ininterrottamente a compagnie di livrea, compagnie mercantili, enti civici, opere caritatevoli e ospedali. Più recentemente, anche banche, compagnie di navigazione, assicurazioni e altre imprese commerciali hanno ottenuto il diritto di portare armi.»¹

John Shakespeare made enquiries concerning a coat of arms around 1575.

John Shakespeare fece indagini riguardo a uno stemma intorno al 1575. Nel 1596, la richiesta fu rinnovata, o da John oppure da suo figlio William per conto di John (e probabilmente anche per sé stesso). In quanto figlio primogenito, William poteva presentare domanda affinché alla sua famiglia fosse concesso uno stemma. A quel tempo, William disponeva dei mezzi economici necessari e poteva sperare nell’appoggio di uomini influenti come Henry Wriothesley, conte di Southampton, e Robert Devereux, conte di Essex. Si sono conservate due bozze del documento di concessione risalenti al 1596, redatte dall’araldo William Dethick.

«Nel continente europeo, l’uso delle armi araldiche non è mai stato limitato a una specifica classe sociale in alcun momento tra il XII secolo (quando apparvero per la prima volta) e il XX. Ogni individuo, ogni famiglia, ogni gruppo e comunità è stato libero di adottare lo stemma di propria scelta e di farne l’uso privato che desiderava, purché non si appropriassero indebitamente dello stemma altrui. Le poche restrizioni riguardano esclusivamente l’uso pubblico delle armi e alcuni accessori araldici (corone, mantelli, insegne di rango) che possono accompagnare gli scudi moderni. La situazione in Inghilterra è molto diversa. Solo i gentiluomini sono qualificati per portare armi.»²

¹College of Arms

²Pastoureau, Michel, Heraldry: its Origins and Meaning, “New horizons” series,  Thames & Hudson, London, 1997, p. 14.

Logo of Dario Scaricamazza featuring the Scaricamazza coat of arms.