Héraldique

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·1723·

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L'eredotà di un feudo.

L'eredità di un feudo

L’ereditarietà del feudo: il Capitolare di Quierzy e la Constitutio de feudis.

Siamo stanchi, non possiamo aggiungere molto. Ne siamo certi? Perché, successe altro dal Trattato di Verdun (843) a Corrado V (1254) di così importante per l’araldica? Di tutto! Per prima cosa nacquero gli stemmi (1150 circa); non è poco, siamo qui per questo. Gli stemmi, lo ricordiamo, sono emblemi ereditari. Questo ci impone di ricordare due fatti. Nell’877, con il Capitolare di Quierzy, Carlo il Calvo (re dei Franchi occidentali, d’Aquitania, di Lotaringia, d’Italia e di Provenza, oltreché sovrano dell’Impero carolingio) regolò il diritto di successione per i feudi maggiori. La Constitutio de feudis, emanata a Cremona nel 1037 dall’imperatore Corrado II il Salico, per ridurre le ribellioni dei vassalli italiani dell’imperatore, estese ai vassalli minori i benefici di cui godevano i grandi feudatari del sovrano. Prima il Capitolare di Carlo il Calvo poi La Constitutio sancirono l’ereditarietà dei feudi. È un aspetto di estrema importanza; il feudo non doveva più essere restituito al feudatario per poi, eventualmente, essere riconsegnato con una nuova cerimonia ad un erede del vassallo: era diventato ereditario. Benissimo, ma in base a quale criterio? In Francia prevalse il principio dell’integrità del feudo attraverso il maggiorasco (primogenito), in Italia e in Germania il principio della divisione fra tutti i figli del signore. Comunque, è una piccola parentesi, non sempre un titolo nobiliare è legato ad un feudo, non ovunque perlomeno. È facile da capire, basterà leggere migliaia di libri sulla società feudale e qualche corpus giuridico. Lo dico con il sorriso, io stesso consulto continuamente libri di storici più preparati di me,  tenterò di risparmiarvelo.

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