Il Regno d’Inghilterra. Guglielmo il Conquistatore.
In quegli stessi anni, nel Nord della Francia, un duca venne avvelenato, forse da suo fratello. Il suo probabile assassino, Roberto, conte di Hiesmois, divenne duca di Normandia. Roberto, forse per cancellare le sue colpe, decise di intraprendere un pellegrinaggio a Gerusalemme ma malato morì a Nicea nel 1035. Gli successe suo figlio naturale, un bambino di circa 8 anni, Guglielmo, che venne affidato alla tutela di Roberto il Danese, arcivescovo di Rouen e conte d’Évreux. Roberto il Danese e altri tutori vennero uccisi, tutti volevano il piccolo Guglielmo, il Bastardo (in quanto naturale). Con l’aiuto del Re di Francia il piccolo duca di Normandia riuscì a mantenere il suo titolo. Nel frattempo, nel 1066, in Inghilterra, moriva Edoardo il Confessore, figlio di Etelredo II d’Inghilterra e della sua seconda moglie, Emma di Normandia.
Si scatenò una guerra di successione che vide come protagonisti anglosassoni, danesi e normanni, ognuno con le proprie ragioni.
Sulla Canale della Manica il bambino che conosciamo, il figlio naturale del conte di Hiesmois diventato duca di Normandia dopo un assassinio, vassallo del re di Francia, era diventato adulto; già lo chiamavano “il conquistatore”. Quel bambino, il Bastardo, vincerà la guerra d’Inghilterra: Guglielmo è re.
Abbiamo imparato alcune qualcosa: la mobilità sociale non era esclusa laddove ci fosse fortuna e valore; le etnie, i popoli, le dinastie si succedono, confondono; i vescovi possono essere conti, i duchi di Normandia re d’Inghilterra e vassalli del Re di Francia. Consentitemelo: per un riassunto non è poco.